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Attis
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mwewAttis, adattato talvolta come mwfaAttidecite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] (mwiqin greco antico Ἄττιςmwig?), è il mwiwparedro di mwjaCibele, il servitore mwjqautoeviratosi, che guida il carro della mwjgdea.

Il centro principale del suo culto era mwkaPessinunte, nella mwkqFrigia, da cui attraverso la mwkgLidia passò approssimativamente nel mwkwVII secolo a.C. nelle mwlacolonie greche dell'mwlqAsia Minore e successivamente nel continente, da cui fu esportato a Roma nel mwlg204 a.C.

Contents

Note

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Origini

Secondo la tradizione frigia, conservata in mwmgPausaniacite-ref-4[4] e in mwnwArnobiocite-ref-5[5], il mwpademone ermafrodita mwpqAgdistis (un essere che si pone come intermediario fra il mondo divino e il mondo umano) sarebbe nato dallo mwpgsperma di mwpwZeus caduto sulla pietra, mentre il dio cercava di accoppiarsi con la mwqaGrande Madre sul monte mwqqAgdistis chiamato anche Agdos.cite-ref-6[6]

Gli mwrwdei dell'Olimpo spaventati dalla potenziale forza del figlio di Zeus, in cui si sommavano le caratteristiche del maschile e femminile, mandarono mwsaDioniso, che lo evirò mentre dormivacite-ref-villarosa-7-0[7] e lasciandolo solo con i caratteri sessuali esterni femminili; il sangue sgorgato al momento dell'asportazione del membro virile del ragazzo generò un albero di mwtqmandorlo (o di mwtgmelograno).

La figlia del fiume mwuaSakarya (mwuqSangarios), mwugNana, colse un frutto dall'albero e rimase incinta. Il figlio che nacque venne chiamato Attis, in quanto fu allattato da una capra (in frigio mwuwattagos), dopo essere stato cacciato sulle montagne per ordine di mwvaSakaryacite-ref-8[8].

Attis crebbe allevato da alcuni pastori che lo avevano trovato fra i monti. Si distinse per la sua bellezza, cosicché CibeIe, la figlia di Macone re di Frigia che era stata anch'essa abbandonata ed allevata dai pastori, se ne innamorò e ne ebbe un figliocite-ref-villarosa-7-1[7]. Poco tempo dopo, Cibele fu riconosciuta e raccolta dal padre che, informato della sua relazione, fece uccidere Attis e lo lasciò insepolto. Cibele ne fu talmente afflitta che errò impazzita per la campagna.

Secondo altri, la dea Cibele era invaghita di Attis, malgrado ciò egli si innamorò della mwxwninfa chiamata mwyaSangaride, figlia di mwyqSangario fiume della Frigia. Cibele, scoperto questo segreto, fece morire Sangaride tagliando un albero al quale erano attaccati i suoi giorni, ed Attis, nel suo dolore, si mwygmutilò in modo da non poter più corrispondere alle brame della Dea. Cibele considerò questo castigo troppo crudele e gli restituì il membro virile, prendendolo al suo serviziocite-ref-villarosa2-9-0[9].

Secondo un altro mito, Attis fu mandato a mwaaPessinunte per sposare la figlia del re mwaqMida. Durante la celebrazione del matrimonio, Agdistis, innamorato del giovane, fece impazzire tutti gli invitati e lo stesso Attis, che, sotto un pino, si amputò il mwagpene. Dal suo sangue nacquero le mwawviole mammole. Cibele, madre degli dei, ottenne che il giovane si salvasse e diventasse il cocchiere del suo carro.

I poeti ed i mitologi variano moltissimo nel raccontare gli amori di Cibele e di Attis. mwbqCatullo ne compose un piccolo poema, mentre secondo mwbgOvidio, Attis fu trasformato in un pino, rappresentato in molti antichi monumenticite-ref-villarosa2-9-1[9].

Attis fu adorato in Frigia e chiamato il mwdaDio di Pessinunte; alcuni autori dicono che Cibele lo trasformò in una mwdqquercia per cui questo albero fu a lei sacro, ma i più vogliono che l’albero sacro a Cibele fosse il pino, ed in pino fu da lei mutato Attiscite-ref-10[10].

Culto nella Roma antica

Già durante il mwfaI secolo a.C. le vicende del giovane erano ben note ai Romani come dimostra la reinterpretazione mwfqcatulliana del mito nel mwfgcarmen LXIII del mwfwmwgaLiber Catullianus. In epoca mwgqimperiale il ruolo di Attis, la cui morte e resurrezione simboleggiava il ciclo vegetativo della primavera, si accentuò gradualmente, dando al culto una connotazione mwggmisterica e mwgwsoteriologica.cite-ref-11[11]

Ad Attis erano dedicate un ciclo di festività che si tenevano fra il 15 e il 28 marzo, e che celebravano la morte e la rinascita del dio. Tra queste vi erano il mwiqmwigSanguem, celebrato dai mwiwGalli e lmwja'mwjqmwjgHilaria. Tracce di questi culti, che presero il nome di mwjwAttideia, sono presenti anche in colonie greco-romane (ad esempio quella di mwkaEgnazia in mwkqPuglia).

Dal suo mito l'imperatore mwmqFlavio Claudio Giuliano incomincerà a scrivere uno dei suoi più famosi testi lmwmg'mwmwmwnaInno alla madre degli dei, in cui loda mwnqCibele e indaga sul significato filosofico di Attis e della dea.

Secondo lo storico ed mwnwetnografo mwoaAntonio Basilecite-ref-12[12], il rito del sangue del dio Attis sopravvive tuttoracite-ref-13[13] in una manifestazione dei riti della mwqqsettimana santa a mwqgNocera Terinese in mwqwCalabria, dove i mwravattienti compiono il "rito devozionale" della flagellazione consistente nel percuotersi cosce e gambe con tredici pezzi di vetro collocati su un pezzo di sughero denominato "cardo"cite-ref-14[14]. Nella pubblicazione mwsqFolklore della Calabria, Basile asseriva che: «"[…] non è meraviglia che sopravviva ancora in un vecchio paese della Calabria il rito antichissimo del sangue: originario per la morte di Adone e per la sua resurrezione e per la morte e la resurrezione di Attis esso rimane in Nocera Terinese, ma adottato alla commemorazione della morte e della resurrezione del Cristo, come sopravvivenza o meglio reviviscenza"»cite-ref-15[15]cite-ref-16[16].

Corrispondenze della divinità

Il dio Attis è associato dagli studiosi a tutte divinità legate agli antichi riti di propiziazione della fecondità della terra, trovando corrispondenza in mwvaAdonecite-ref-17[17]cite-ref-18[18], nel mesopotamico mwxqTammuz e in mwxgSandan di mwxwTarso di mwyaCiliciacite-ref-19[19]cite-ref-20[20].

Note

cite-note-11. mw1wmw2amw2qRivista di filologia e di istruzione classica, G. Chiantore, 1958, pp.mw2g 33-34. mw2wURL consultato il 1º marzo 2025.
cite-note-22. mw3wmw4amw4qPrometheus: rivista quadrimestrale di studi classici, Firenze University Press, 1988, p.mw4g 247. mw4wURL consultato il 1º marzo 2025.
cite-note-33. mw5wmw6amw6qArctos: acta philologica fennica, Klassillis-Filologinen Yhdistys, 1993, p.mw6g 190. mw6wURL consultato il 1º marzo 2025.
cite-note-44. VII, 17, 10-12.
cite-note-55. mw8gAdversus Nationes, V, 5-7.
cite-note-66. mw9gJames Frazer,mw9wmw-aIl ramo d'oro, capp. 34-36.
cite-note-villarosa-77. mw-gF. S. Villarosa, mw-wmwaqaDizionario mitologico-storico-poetico, vol. I, Napoli, Tipografia Nicola Vanspandoch e C., 1841, pp.mwaqe 50-51.
cite-note-88. S. Acharya, mwaquThe Christ Conspiracy, Adventures Unlimited Press, 1999, pp. 107-108; J. Frazer, mwaqyThe Golden Bough, Touchstone, 1963, pp. 403-409
cite-note-villarosa2-99. mwaqwF. S. Villarosa, mwaq0mwaq4Dizionario mitologico-storico-poetico, vol. I, Napoli, Tipografia Nicola Vanspandoch e C., 1841, p.mwaq8 51.
cite-note-1010. mwarqmwaruVirgilio, mwarymwarcGeorgiche, libro II.
cite-note-1111. Arnaldo Momigliano, mwarsCibele in mwarwEnciclopedia delle religioni XI, p. 95.
cite-note-1212. mwasamwasemwasiAntonio Basile, su mwasmcomune.palmi.rc.it. mwasqURL consultato il 23 dicembre 2017 mwasu(archiviato dall'mwasyurl originale il 23 dicembre 2017).
cite-note-1313. mwasomwassmwaswNella Settimana Santa a Nocera Terinese (Cz) il secolare rito dei “Vattienti”, su mwas0cn24tv.it. mwas4URL consultato il 23 dicembre 2017.
cite-note-1414. mwatimwatmmwatqL'irriducibile rito dei Vattienti a Nocera Terinese: I retroscena inediti di un evento secolaremwatc, su mwat8storie.it. mwauaURL consultato il 23 dicembre 2017.
cite-note-1515. mwauqmwauumwauyI vattienti, su mwaucwin.noceraterinese.com. mwaugURL consultato il 23 dicembre 2017 mwauk(archiviato dall'mwauourl originale il 24 dicembre 2017).
cite-note-1616. mwau4Antonio Basile, mwau8Il rito del sangue del Giovedì santo in Nocera Terinese, in mwavaFolklore della Calabria, IV, 1959, p.mwave 12, 13.
cite-note-1717. mwavumwavymwavcmwavgmwavkDictionary of Folklore, Myrthology, and Legend di Funk and Wagnall's, pp. 117,118.
cite-note-1818. mwav0mwav4mwav8mwawamwaweThe Two Babylons di Alexander Hislop pp 183-185 (mwawimwawmPDF) mwawq(archiviato dall'mwawuurl originale il 14 dicembre 2010).
cite-note-1919. Riccardo Calimani. Paolo. L'ebreo che fondò il cristianesimo. Mondadori 1999 ISBN 88-04-50082-4, cit. pag. 5
cite-note-2020. Cfr. Abate Giuseppe Ricciotti, Paolo apostolo. Biografia con introduzione critica e illustrazioni, Tipografia Poliglotta Vaticana 1946. p. 18

Voci correlate

• mwaxaAdone
• mwaximwaxmAmore-Attis

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Collegamenti esterni

• citereftheoi-project(EN) Attis, su Theoi Project.